#1 Auschwitz… e non dimentichi

E’ una mattina di fine novembre, fredda e nebbiosa. La due giorni di seminario Freedom of the media in the EU and its neighbouring countries  è terminata e decido che il mio breve soggiorno a Cracovia mi permetterà di lasciare per qualche ora i mercatini di Natale allestiti nella piazza principale e prendere un bus che in un’ora mi porterà lì… ad Auschwitz.

Durante il tragitto, un documentario mi rammenta quello che già so, ho studiato sui libri di scuola, ho immaginato ascoltando qualche racconto, ho compreso guardando un film.

E poi arrivo e c’è un pallido sole. E c’è silenzio.

Indosso le cuffiette e dall’ingresso per diverse ore mi accompagna a visitare quel mondo la voce calma, ossequiosa e lenta di una guida, un giovane polacco alto e dagli occhi buoni.

Mi indica la strada, mi mostra mappe e  fotografie storiche, mi fornisce dati e date, e piano piano prepara i miei sensi a recepire l’energia di quel luogo, a percepire, ricevere e interiorizzare il messaggio che quella terra, quelle mura, quei massi, quelle reti urlano da anni.

E singoli volti in fila stampati su migliaia di foto mi osservano lungo i corridoi e mi raccontano la loro storia, attraverso un numero, una cesta, una spazzola o una scarpa.

Osservo i miei compagni di viaggio: sono inglesi, portoghesi, spagnoli, ungheresi… tutti ascoltano in rispettoso silenzio, si muovono compatti ma ognuno sta vivendo la propria esperienza personale.

E non mi preoccupo se non so trattenere le lacrime; è quella terra che mi chiede di innaffiare il ricordo di un tempo passato, ma non lontano.

E quando arrivo alla fine del tragitto, lì dove il binario si interrompe, so che è proprio lì che comincia la mia missione, è proprio lì che divento messaggera, e capisco che io sono grata a quel luogo e quel luogo è grato a me.

I don’t know why I’m doing this job. Maybe because my grandfather was here 70 years ago“.

Sono queste le ultime parole che quella voce chiara e calma bisbiglia timidamente nelle mie orecchie… e so gia che non le dimenticherò mai!

le 5 w di sharing europe

Ecco tutto quello che dovete sapere di Sharing Europe.
who? Siamo un gruppo di giovani comunicatori, appassionati di Europa.
what? Ci occupiamo di politiche europee, promuoviamo progetti di scambio e mobilità.
when? A partire da quest’anno abbiamo creato un’associazione culturale.
where? Abbiamo sede a Firenze, ma il posto che amiamo si chiama Europa.
why? Perchè siamo nati europei, siamo stati studenti Erasmus, parliamo inglese e vogliamo offrire le stesse possibilità di scambio e conoscenza che l’Europa ha offerto a noi a tutti quelli che hanno la nostra stessa visione del mondo.

E per concludere:

how? con questo blog che sarà il contentitore delle nostre esperienze e la bacheca di nuove opportunità da cogliere al volo e grazie all’attività di Sharing Europe che svilupperà presto nuovi progetti di formazione, scambio e approfondimento.