I nostri limiti

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Proprio ieri ero a fare trekking lungo un fiume con degli amici. Lo ammetto: non sono proprio Jane della Giungla in queste occasioni, ma come in tutte le situazioni che non mi vedono molto pratica, all’inizio del percorso la mia mente ha cominciato a creare limiti:

  • Mettere il piede solo sulle pietre che abbiano almeno una parte non immersa nell’acqua, per non bagnare le scarpe;
  • Passare solo dalla via che abbia degli alberi sui quali appendersi per avere presa;
  • In discesa, ridurre la velocità se ci sono parti fangose e scivolose;
  • In salita fare due prove con la scarpa per sincerarsi che il terreno regga il peso.

Ad ogni bivio, ad ogni scelta tra percorso CAI, guado del fiume, ponticello, etc. la mia testa calcolava limiti, velocità, tempi.

Poi l’acquazzone improvviso (si, ok, quest’estate ci siamo abituati, ma meteo.it ieri ha proprio scazzato!?!).

Una pioggia talmente forte e fitta che anche al riparo sotto gli alberi sembrava di essere presi a secchiate.

A quel punto la fuga: una corsa sfrenata per ritornare alla macchina.

Niente più limiti.

Ho corso tra le pozzanghere, immerso le scarpe nel fiume, gattonato fra gli alberi, senza badare a rovi, spine, insetti e fango. Sono arrivata alla macchina completamente fradicia, ma istericamente felice, con un’adrenalina che mi è rimasta in corpo per tutta la sera. E la prima domanda che mi sono fatta è stata: ma perché non ho tenuto lo stesso passo anche all’inizio dell’avventura?

Lo facciamo tutti i giorni in mille situazioni diverse.

  • “Non più di 5 biscotti a colazione”;
  • “Appena supero il record di 250.000 punti, spengo la Play Station”;
  • “Fumo questa e poi basta”;
  • “Un uomo può avere al massimo 5 anni più di me”;
  • “Mi deve chiamare almeno 3 volte, invitare ad uscire almeno 2 volte e gli devo dare buca almeno una volta, prima di accettare un invito a cena a casa sua”.

I nostri limiti sono le nostre sicurezze.

A volte ce li creiamo da soli perché muoverci attorno a dei confini ci dà parvenza di ordine e rigore.

  • Se prendiamo dalla scatola solo 5 biscotti, ci sembra di darci un controllo;
  • Se ci diamo un record da superare, ci sentiamo giustificati a giocare 5 ore ad un videogioco;
  • Se il nostro lui è grandino o non ci sembra troppo interessato ad una relazione stabile, creiamo dei traguardi e degli step fissi per non rischiare di perdere la testa.

Ma quando per fattori esterni ci troviamo ad oltrepassarli, quando ci sentiamo giustificati ad infrangerli, il senso di libertà può essere rigenerante, il nuovo orizzonte può sembrarci talmente ampio da darci una sensazione di potere e forza.

Le nostre insicurezze sono i nostri limiti.

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