#9 Berlin calling… finalmente!

Ebbene, sì! Lo posso dire: ho visto Berlino! Ho finalmente sostato in Germania per più di un rocambolesco scalo nell’aeroporto di Francoforte o di un panino con würstel e crauti nel centro di Trier! Sono partita sapendo che ci sarei stata poco più di 36 ore, di cui una parte dedicata ad una visita di studio ad un incubatore d’impresa per il progetto Avant Crafts. E quindi mi sono concentrata ad appuntarmi le sensazioni che questa città mi trasmetteva. Eccole qui riepilogate in brevi punti:

  • il sole (anche se pare sia stata fortunata!): già dallo shuttle bus che mi portava in città, la vista delle persone sulle sdraio al sole sull’argine del fiume mi ha emozionato!
  • l’incontro, alzando lo sguardo al cielo, con l’altissima antenna di Alexander Platz: ecco perché contraddistingue lo skyline di Berlino!

Welcome to #Berlin #nofilter

Una foto pubblicata da @serenita_soy in data: 4 Giu 2014 alle ore 14:10 PDT

  • i tubi colorati che attraversano la città: all’inizio pensavo fosse un’istallazione temporanea d’arte, ma quando li ho incontrati anche a Posdam, ho capito che incrociano le piazze e le strade della metropoli come l’underground di Londra ma a cielo aperto. In seguito lessi un articolo su wired sulla loro funzione drenante per il terreno, ma posso confermare che la scelta di farli colorati si intona perfettamente col senso di creatività e sperimentazione che ispira questa città!

Giardini di #potsdam #germania

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  • l’isola dei musei: che posso dire? La verità è che non ero preparata a vedere una cosa così meravigliosa! E quando nella mia mattinata libera -prima di ripartire- ho scelto il Pergamo museum, sono rimasta senza parole all’ascolto (grazie ad un’audio guida gratuita) dell’opera che sono riusciti a realizzare in quell’edificio!

Prima di visitare Berlino, ma quando già nutrivo un forte desiderio di vederla, alle persone che c’erano già state chiedevo: “ma si capisce se sei a est o ad ovest?“.

Ora capisco perché era così difficile rispondere.

Berlino ti accoglie, ti affascina e ti cattura con la sua contemporaneità, e ti disorienta.

Ma nello stesso tempo non dimentica la storia: quel passato che lascia ferite ancora aperte.

Se dovessi descrivere Berlino in una frase, direi infatti che è la città dalle tante ferite.

Perchè basta girare l’angolo e ti trovi al Check point Charlie, oppure tra le stele fagocitanti del memoriale della Shoah, o davanti ad una foto della Topografia del Terrore o all’incrocio di una strada dove sono ancora evidenti i segni del muro che l’attraversava…

Memorie #Berlino

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A tutte queste ferite ancora calde e profonde, Berlino ha messo un cicatrizzante che si chiama creatività, innovazione, sperimentazione, contemporaneità!

Non bastano 36 ore per conoscerla a fondo, per individuarla per come si è vista nelle scene di alcuni film, per immaginare cosa ci sarà fra qualche mese dove adesso c’è un cantiere o una ruspa, quindi…

spero in un Berlin calling me back again!

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