Credere nelle favole fa bene

fairytale-958144_960_720

Ho creduto a Babbo Natale per molto tempo, credo fino agli 8-9 anni, o forse più..

Ci ho creduto anche quando i cugini più grandi, per dispetto, mi dicevano che non esisteva, e anche quando a mostrare dei dubbi era la cuginetta più piccola.

Ci ho creduto nonostante avessi visto la casa degli animali nel bagagliaio della Citroën LN di mia madre e lei, arrossendo, avesse farfugliato una risposta poco convincente riguardo ad un regalo di compleanno per la figlia di un’amica. E quando sotto l’albero il mio regalo era stato proprio quella casa degli animali, con annessa la famiglia dei pulcini, ho cancellato qualsiasi dubbio senza esitazione.

Ci ho creduto persino quando entrando di corsa nella stanza in fondo al corridoio avevo beccato mia zia mentre stirava quell’inconfondibile vestito rosso. E quando quell’anno Babbo Natale era arrivato, avrei giurato che sul divano c’era anche mio nonno.

Ci ho creduto.

Ci ho voluto credere.

E poi quando, loro malgrado, i miei genitori mi hanno dovuto confessare la verità – chissà forse perché la situazione stava diventando imbarazzante – non riuscivo davvero a trovare il senso di tutta quella pantomima.

E’ stato il mio primo confronto con la dura realtà, con il mondo vero, quello degli adulti.

Poi crescendo la vita mi ha fatto crollare tante altre dolci illusioni:

  • che i miei nonni sarebbero vissuti in eterno,
  • che Federica sarebbe stata la mia migliore amica per sempre,
  • che avrei vissuto sempre nella casa con la stanza dei giochi,
  • che il primo amore sarebbe stato eterno,
  • che mamma e papà non sarebbero invecchiati mai,
  • che se avessi fatto la brava sarei stata premiata,
  • che se avessi detto le bugie mi si sarebbe allungato il naso…

Dopo quasi 20 anni dalla prima disillusione, tante ne sono seguite, ma a pensarci bene, tra crederci e non crederci, io ancora adesso scelgo di crederci.

Perché anche se tutte le volte che mi crolla un’illusione mi ripeto: “La prossima volta non ci casco”, la forza che una nuova illusione muove è talmente magica e dirompente che vale la pena darle gas.

E se credere ad una favola, mi fa sorridere, piantare fiori, dipingere muri, sorprendere e vivere come una principessa, mentre la fine di una favola devasta tutto, portando l’aridità e il buio del rancore e della delusione, dovrò semplicemente metterci ancora più profumi, colori, luce e magia affinché sopravvivano al colpo.

Perché nel frattempo quello che sto decorando, respirando e assaporando è il mio “visse felice e contenta“.

THE END