JobAct Summer Camp in Germania ad agosto

E mentre a Brussels si cerca di gestire il BREXIT, l’Ungheria parla di costruire muri, e la Nazionale di calcio è tornata a casa dagli Europei in Francia perdendo contro la Germania, io torno a vivere e costruirmi l’Europa che più amo e così a metà agosto vado in Germania per il JobAct Summer Camp.

Si chiama JOBACT™ ma non si tratta di una nuova riforma del lavoro, è bensì un metodo di pedagogia teatrale che spinge giovani uomini e donne a trovare la motivazione e la forza per partire o ripartire con il lavoro e la loro vita, da qui l’unione delle due parole JOB+ACT.

Il creatore di questo modello, ProjektFabrik, da qualche tempo si sta impegnando per esportare queste tecniche in altri paesi europei e infatti avevo avuto modo di provarne un assaggio lo scorso autunno durante un laboratorio di 2 giorni organizzato a Firenze da Vivaio per l’intraprendenza.

Ma proprio qualche giorno fa il progetto di diffusione di questo modello ha ottenuto una nuova leva, grazie alla bellissima notizia ricevuta dall’Agenzia Erasmus Plus tedesca.

L’azione K1 di questo programma – che finanzia infatti progetti di mobilità in tutta Europa – ha approvato il finanziamento del JOBACT/EU SUMMER CAMP 2016, un workshop internazionale a Witten, in Germania dal 17 agosto al 1 settembre – per giovani europei tra i 18 e i 28 anni.

Si tratta di una full immersion in un training teatrale di gruppo, insieme ad altri giovani provenienti da Francia, Germania, Italia e Ungheria, che si concluderà con la rappresentazione dello spettacolo teatrale costruito durante il Camp.

Il mio compito è quello di accompagnare gli otto partecipanti in partenza da Firenze. Le iscrizioni sono aperte sul sito di Vivaio per l’Intraprendenza e scadono il 22 luglio.

IMPORTANTE! Il workshop è gratuito: i costi di volo, vitto e alloggio sono coperti da Erasmus plus, quindi per partecipare basta solo pagare una quota d’iscrizione di 100 euro.

Maggiori info sul flyers del camp.

buzzoole code

#9 Berlin calling… finalmente!

Ebbene, sì! Lo posso dire: ho visto Berlino! Ho finalmente sostato in Germania per più di un rocambolesco scalo nell’aeroporto di Francoforte o di un panino con würstel e crauti nel centro di Trier! Sono partita sapendo che ci sarei stata poco più di 36 ore, di cui una parte dedicata ad una visita di studio ad un incubatore d’impresa per il progetto Avant Crafts. E quindi mi sono concentrata ad appuntarmi le sensazioni che questa città mi trasmetteva. Eccole qui riepilogate in brevi punti:

  • il sole (anche se pare sia stata fortunata!): già dallo shuttle bus che mi portava in città, la vista delle persone sulle sdraio al sole sull’argine del fiume mi ha emozionato!
  • l’incontro, alzando lo sguardo al cielo, con l’altissima antenna di Alexander Platz: ecco perché contraddistingue lo skyline di Berlino!

Welcome to #Berlin #nofilter

Una foto pubblicata da @serenita_soy in data: 4 Giu 2014 alle ore 14:10 PDT

  • i tubi colorati che attraversano la città: all’inizio pensavo fosse un’istallazione temporanea d’arte, ma quando li ho incontrati anche a Posdam, ho capito che incrociano le piazze e le strade della metropoli come l’underground di Londra ma a cielo aperto. In seguito lessi un articolo su wired sulla loro funzione drenante per il terreno, ma posso confermare che la scelta di farli colorati si intona perfettamente col senso di creatività e sperimentazione che ispira questa città!

Giardini di #potsdam #germania

A post shared by Serena Barilaro (@serenita_soy) on

  • l’isola dei musei: che posso dire? La verità è che non ero preparata a vedere una cosa così meravigliosa! E quando nella mia mattinata libera -prima di ripartire- ho scelto il Pergamo museum, sono rimasta senza parole all’ascolto (grazie ad un’audio guida gratuita) dell’opera che sono riusciti a realizzare in quell’edificio!

Prima di visitare Berlino, ma quando già nutrivo un forte desiderio di vederla, alle persone che c’erano già state chiedevo: “ma si capisce se sei a est o ad ovest?“.

Ora capisco perché era così difficile rispondere.

Berlino ti accoglie, ti affascina e ti cattura con la sua contemporaneità, e ti disorienta.

Ma nello stesso tempo non dimentica la storia: quel passato che lascia ferite ancora aperte.

Se dovessi descrivere Berlino in una frase, direi infatti che è la città dalle tante ferite.

Perchè basta girare l’angolo e ti trovi al Check point Charlie, oppure tra le stele fagocitanti del memoriale della Shoah, o davanti ad una foto della Topografia del Terrore o all’incrocio di una strada dove sono ancora evidenti i segni del muro che l’attraversava…

Memorie #Berlino

A post shared by Serena Barilaro (@serenita_soy) on

A tutte queste ferite ancora calde e profonde, Berlino ha messo un cicatrizzante che si chiama creatività, innovazione, sperimentazione, contemporaneità!

Non bastano 36 ore per conoscerla a fondo, per individuarla per come si è vista nelle scene di alcuni film, per immaginare cosa ci sarà fra qualche mese dove adesso c’è un cantiere o una ruspa, quindi…

spero in un Berlin calling me back again!

#8 in her shoes… o hijab

Sono appena tornata dalla Turchia, in occasione del V meeting del progetto Feeling Younger by Getting Older, il primo da  quando ho cominciato la Palestra della palestra.

Condivido con voi un dialogo e una riflessione.

A cena al tavolo con Federica, Eleonora e Yunus.

Eleonora: Sai, Yunus, io sono nata in quella parte di Cipro che voi turchi avete preso. A SETTE ANNI, con la mia FAMIGLIA sono stata cacciata via dalla MIA CASA, per tanti anni non ho potuto ritornarci e quando hanno aperto nuovamente gli accessi e l’ho rivista, c’era una nuova famiglia “turco-cipriota” che ci stava vivendo…
Per me voi siete da sempre i miei NEMICI!
Quella era la MIA CASA! Io la rivoglio!


Federica: Eleonora, non pensi che se tu ora tornassi in quella casa e la richiedessi indietro, e cacciassi la FAMIGLIA che ci vive da 40 anni, diventeresti il NEMICO di quella bimba di SETTE ANNI che è nata lì e considera quella la SUA CASA
… ? Forse l’unica soluzione è bloccare questo circolo vizioso: sarete tutti vincitori.

Non so se si possa davvero porre fine ad una guerra/resistenza con un CRG (Calibrazione – Ricalco – Guida) e una domanda retorica, ma io voglio pensare che in questo caso abbia funzionato davvero.
A fine meeting Eleonora chiedeva di farsi le foto con le giovani turche, a piedi scalzi e con in testa il velo (hijab) come lo portano loro… e sorrideva, sorrideva, sorrideva…

 

IMG_2245

– Per approfondire la questione turco-cipriota, vedi anche #4 da sud a nord

Thank you, Europe (Direct)

thank-22016_640

Questo post è il mio GRAZIE a tutti voi:

colleghi che in questi sei anni hanno condiviso con me l’amore per questo progetto europeo;
che sono diventati amici perché quando si porta avanti un’idea comune è spontaneo mettere tutto se stesso,
con i quali si è costruita una rete appassionata, che pretende di essere ascoltata per dare voce a tutti gli attori con i quali lavora a livello locale,
che anche in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, davanti ad uno scetticismo disfattista dilagante, continua la sua missione perché crede nel significato del motto “unita nella diversità“.

E’ il mio GRAZIE a Natale, responsabile dell’ufficio presso il quale sono cresciuta, che mi ha insegnato il valore di lavorare per la comunità,

che mi ha preso con sé in prima fila in ogni nuovo e sempre più ambizioso progetto,

che ha creduto in me quando non sapevo ancora che forma avessi,

che mi ha dato dimostrazione che se si lavora in maniera sinergica, con collaborazione, responsabilità, sincerità e disponibilità, non c’è ostacolo che tenga.

E’ il mio GRAZIE alle Istituzioni Europee che nella forma di un Pier Virgilio DASTOLI, di una Anna Maria DARMANIN, di un Roland PRENEN, di un Vittorio CALAPRICE, di un Daniel RADCLIFFE, di una Viviane REDING e di tutti i funzionari che ho avuto modo di ascoltare in questi anni, mi hanno fatto sentire importante nel mio ruolo -seppur piccolo- all’interno dell’enorme progetto comune.

E’ il mio GRAZIE all’Europa che partendo dalla piccola città di Catanzaro mi ha fatto sentire a casa a Malta, come in Spagna, nel Regno Unito come in Ungheria, perché solo la reale voglia di conoscenza delle cose, solo la sincera apertura al nuovo o al diverso, fa crollare pregiudizi e paure.

E’ solo un post per dirvi GRAZIE: porto dentro un pezzo di tutti voi!

Che il 2014 vi veda in prima fila per AGIRE.REAGIRE.DECIDERE! (cit. Campagna per il Rinnovo del Parlamento Europeo #EP2014)

Non sparate sull’Europa

E’ l’Anno Europeo dei cittadini, è appena partita la campagna di comunicazione #EP2014 sobria e low-cost per stimolare il voto alle Elezioni del Parlamento Europeo a maggio 2014, eppure i cittadini preferiscono parlare di Europa solo quando può diventare oggetto di sfogo di frustrazioni e ire.

Ecco un esempio:

Ieri mattina su facebook tra i post dei miei “amici/lettori” leggo:

L’UNIONE EUROPEA MULTA L’ITALIA PER L’USO DEL BIDET

e a seguire commenti del tipo: “non sarebbe il caso di pensare a cose più serie?!“, oppure “Piuttosto dovrebbero imparare ad usarlo tutti!!”; “E adesso come si fa senza bidet!!“.

Ovviamente incuriosita leggo l’articolo, mi bastano 12 secondi per capire che è una bufala, scopro che la fonte è ANS-i-Apress, un giornale di satira. Trovo un articolo su google che mi conferma i miei sospetti e allora da buona europeista e comunicatrice, mi accingo a commentare il post su facebook, con un “ci teniamo a segnalare che è una bufala”.

Stamattina, mi arriva la notifica: “XXXX ti ha citato in un commento:…. Fremente clicco sul messaggio, mi soffermo divertita a leggere i commenti di amici e parenti, incitati e sdegnati, che dalla sera alla mattina hanno arricchito il post: “E ora Brunetta come fa a lavarsi…!?” etc. e poi eccola, la risposta della lettrice:

grazie ma non è così scontato considerato che anche gli applausi all’atterraggio sono stati degni di considerazione.”

P A N I C O !

Mi chiedo: CHE ALTRA MINCH…A E’ QUESTA?!? (quando mi arrabbio mi ritorna di getto l’origine terrona!)

Google: atterraggio + applausi + europa

Risultati: UE: DA SETTEMBRE PROIBITO APPLAUDIRE ALL’ATTERRAGGIO

Fonte: Lercio.it, sito parodia di Leggo.it 

A questo punto resto spiazzata. L’unica consiglio che mi viene da dare, nonostante la mia indole tecnologica e social, e visto che ormai è anacronistico dire “Guardate meno televisione”, è:

State meno su internet, è meglio per la vostra salute!

Tu sei Europa

quando… incontri in treno una ragazza estone e cerchi su Google map dov’è Tallin,

quando… la tua compagna di teatro è svedese e ti suggerisce di comprare il bbq usa-e-getta alla grigliata del Primo maggio,

quando… i resti del muro di Berlino ti fanno riflettere,

quando… polacca non è sinonimo di badante, ma è la tua collega,

quando… “Il confine ad est del continente parte dai monti Urali in Russia, continuando con il fiume Ural, il mar Caspio e la depressione del Kuma-Manych a sud, che lo separa dall’Asia”.

quando… in tasca hai una moneta con impressa una coppia di mufloni,

quando… in vacanza vai in Grecia, ma la tua casa è arredata Ikea,

quando… “HELLO_IAM_ITALIAN_I WANT_TO_LEARN_ENGLISH

quando… un “c-i-eco” vive a Praga,

quando… una bandiera blu a stelle gialle ti fa sentire a casa,

quando… “quest’estate vado in Turchia per uno scambio giovanile“,

quando… il nove maggio è “BUON COMPLEANNO!”

IMG_6911