Tu in Europa: cinque anni per costruire l’Europa che vuoi!

Sono stati mesi molto intensi quelli che ci hanno portato al 26 maggio 2019.

Mentre a livello locale, nazionale ed europeo la campagna elettorale prendeva forma, a Firenze nei locali del Combo Social Club un gruppo eterogeneo di persone si interrogava sul modo più efficace di far arrivare ai cittadini la percezione di “ESSERE IN EUROPA“, di farne parte, di esserne in qualche modo beneficiari e responsabili. Tutto questo utilizzando il meraviglioso strumento del teatro, della musica, della danza e dell’arte.

C’è chi ci ha messo un gesto o una smorfia, chi ha fatto una piroetta di un minuto, chi ci ha regalato un rotolo di stoffa sulla quale qualcun altro ha danzato, chi ha incollato grandi lettere a formare la scritta “RA’L NAI ON HA F NOR EIT ER” [anagramma di L’ARIA NON HA FRONTIERE”].

Abbiamo discusso, ci siamo confrontati, abbiamo ragionato sull’idea di Europa, non quella di Brussels ma quella che viene percepita nelle piazze o per le vie delle nostre città, nei centri commerciali o tra i tavoli di un bar, perché era lì che volevamo arrivare.

Per mostrare che l’Europa è anche in Piazza della Sala a Pistoia o in Piazza Ingolstadt a Marina di Carrara, e decide molte cose che influenzano la vita di tutti noi – nel bene e nel male – e conoscerle è un bene, disinteressarsene è un male.

E poi piano piano hanno preso corpo: 5 temi, 5 incursioni urbane.

  1. MIGRAZIONI. Perché non possiamo restare indifferenti a cosa sta succedendo nel nostro Mediterraneo, ma neanche pensare che da singoli cittadini spetti a noi trovare la soluzione. Perché gli aspetti connessi al flusso di migranti via mare sono molteplici: gli sbarchi, i salvataggi, gli arresti, l’accoglienza… e le morti. Perché ci sono risvolti etici, politici, economici, sociali che vanno oltre i confini interni ed esterni dei paesi europei e il Parlamento Europeo, come luogo di scelte sovra-nazionali, può (e anzi, deve) andare oltre le incomprensioni fra i singoli paesi e dar voce ai cittadini.
  2. TUTTI IM-BALLO. Perché ogni giorno utilizziamo merci confezionate in packaging di plastica; confezioni, scatolette, vaschette, bottigliette, sacchetti… Perché è importante stimolare comportamenti individuali civili (con la raccolta
    differenziata, la pulizia delle spiagge, la riduzione dell’uso della plastica mono-uso), ma è anche fondamentale indurre le aziende produttrici a definire nuove modalità di packaging meno inquinanti, con l’utilizzo di materiali biodegradabili, confezionamenti più essenziali, etc. E questo è un livello di intervento “sistemico” che può avere successo solo se affrontato in ambito internazionale. Perché siamo comunque tutti in ballo.
  3. L’EUROPA È DI STRADA. Perché la maggior parte delle grandi realizzazioni infrastrutturali, benché non sempre percepita, ha un collegamento forte con la dimensione europea. Perché interventi come la TAV, la TAP o la tranvia impattano sull’ambiente, modificano i territori, incidono sullo sviluppo e sul futuro socio-economico del nostro territorio. E per questo è importante che le scelte siano il più possibile condivise, superando, laddove possibile il livello del semplice tornaconto dei singoli Stati. Il Parlamento Europeo ha una fortissima voce in capitolo nelle scelte infrastrutturali, e inoltre, per la sua caratteristica di luogo della rappresentanza democratica può articolare le proprie scelte in una dimensione realmente sovranazionale.
  4. CON LA RETE NON SI PESCA. Perché  la cittadinanza digitale sta entrando tra i diritti basilari di ogni individuo. Perché, attraverso la rete, riceviamo la maggior parte delle informazioni che ci servono per il lavoro e per lo svago e sempre di più la rete diventa il canale di gestione di servizi e di rapporti fra cittadini, aziende, pubblica amministrazione, sistema sanitario. Però la rete nasconde diversi aspetti problematici: la gestione dei “big data”, il rispetto della privacy, l’alfabetizzazione digitale, lo sviluppo fisico della rete che rischia di creare un notevole gap nelle aree rurali e nei centri isolati (zone montane, zone depresse, etc.) Oggi la rete è dominata da pochi colossali competitor: Amazon, Google, Apple, Facebook, ognuno dei quali agisce in un sostanziale regime di monopolio sul proprio settore di riferimento. Per questo motivo è particolarmente importante agire in una dimensione europea: solo un’entità di dimensioni continentali, infatti può avere la forza di dialogare con i colossi della rete ed imporre regole e pratiche che consentano uno sviluppo della rete armonico e aperto a tutti.
  5. L’ARIA NON HA FRONTIERE. Perché l’inquinamento atmosferico rappresenta fin dagli anni Settanta una delle principali preoccupazioni dell’Unione europea. Perché i tentativi di ridurre l’inquinamento hanno avuto un discreto successo e nel complesso la qualità dell’aria in Europa registra un miglioramento. Tuttavia, è necessario tenere sotto controllo la situazione e fare maggiori sforzi per prendersi cura dell’atmosfera. L’Unione Europea ha anche firmato una serie di importanti accordi internazionali per la lotta all’inquinamento atmosferico, che rendono possibile la collaborazione tra i vari paesi senza confini.

E questo video incornicia il tour per tutta la Toscana che abbiamo realizzato al grido di “TU IN EUROPA“. [clicca sulla foto per visualizzarlo]

È stato bello, emozionante, faticoso.

Come tutte le volte che si scende in campo in prima linea, c’è stato il calore di un “bravi, è stato molto toccante” o di un “posso avere un volantino anche io?“, ma anche il silenzio o la distanza di una piazza più fredda e umida come la pioggia di questo maggio.

Ma la nostra missione non finisce qui.

Abbiamo cinque anni per impegnarci a costruire l’Europa che vogliamo.

Noi siamo pronti.

Si parte?

VIA!

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YOUinEU. Tu in Europa. Cos’hai da dire?

Con il progetto YOUinEU, Fondazione Sistema Toscana, assieme a Controradio, Centrale dell’Arte, Europe Direct Firenze e Sharing Europe, cerca proprio te per sapere come vivi il tuo essere cittadino europeo e per ricordarti che, se hai voglia di cambiare qualcosa nell’Unione Europea, il 2019 ti offre un’opportunità che si ripete solo ogni 5 anni: andare a votare per eleggere i membri del Parlamento Europeo.

Infatti, dal  23 al 26 maggio 2019 si terranno le elezioni del PE.

Per promuovere la partecipazione al voto e per migliorare la percezione dei cittadini sull’importanza degli strumenti di democrazia delle istituzioni europee, dal 27 febbraio a Firenze si terrà un laboratorio creativo gratuito organizzato da Centrale dell’arte per l’ideazione di flash mob urbani dal forte impatto che irromperanno in piazze, strade e mercati.

-> Leggi il bando per partecipare <-

adesioni entro il 26 febbraio!

Nei mesi di marzo, aprile e maggio infatti, i partecipanti al laboratorio realizzeranno i diversi flash mob tematici nei capoluoghi della Toscana coinvolgendo studenti, universitari, associazioni e autorità locali.

L’obiettivo di YOUinEU è raccontare quali sono le funzioni del Parlamento Europeo e dell’UE, invitando tutti a esprimersi attraverso il voto.

Nei mesi del progetto su Controradio e sui social verrà promossa una campagna di comunicazione per promuovere la piattaforma stavoltavoto.eu, ideata dal Parlamento Europeo, e per incentivare la partecipazione al voto.

A conclusione del progetto è previsto un evento finale aperto al pubblico nel mese di maggio, durante i giorni della festa dell’Europa, con performance musicali, proiezioni video e dibattiti, grazie al coinvolgimento di Europe Direct Firenze, il servizio gratuito di informazione europea rivolta a tutti i cittadini.

Se sei interessato ai laboratori artistici, se vuoi partecipare ai flash mob o se vuoi maggiori informazioni sul progetto, scrivi a stavoltavoto@fst.it

Il progetto è finanziato dalla DG COMM del Parlamento Europeo.

Thank you, Europe (Direct)

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Questo post è il mio GRAZIE a tutti voi:

colleghi che in questi sei anni hanno condiviso con me l’amore per questo progetto europeo;
che sono diventati amici perché quando si porta avanti un’idea comune è spontaneo mettere tutto se stesso,
con i quali si è costruita una rete appassionata, che pretende di essere ascoltata per dare voce a tutti gli attori con i quali lavora a livello locale,
che anche in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, davanti ad uno scetticismo disfattista dilagante, continua la sua missione perché crede nel significato del motto “unita nella diversità“.

E’ il mio GRAZIE a Natale, responsabile dell’ufficio presso il quale sono cresciuta, che mi ha insegnato il valore di lavorare per la comunità,

che mi ha preso con sé in prima fila in ogni nuovo e sempre più ambizioso progetto,

che ha creduto in me quando non sapevo ancora che forma avessi,

che mi ha dato dimostrazione che se si lavora in maniera sinergica, con collaborazione, responsabilità, sincerità e disponibilità, non c’è ostacolo che tenga.

E’ il mio GRAZIE alle Istituzioni Europee che nella forma di un Pier Virgilio DASTOLI, di una Anna Maria DARMANIN, di un Roland PRENEN, di un Vittorio CALAPRICE, di un Daniel RADCLIFFE, di una Viviane REDING e di tutti i funzionari che ho avuto modo di ascoltare in questi anni, mi hanno fatto sentire importante nel mio ruolo -seppur piccolo- all’interno dell’enorme progetto comune.

E’ il mio GRAZIE all’Europa che partendo dalla piccola città di Catanzaro mi ha fatto sentire a casa a Malta, come in Spagna, nel Regno Unito come in Ungheria, perché solo la reale voglia di conoscenza delle cose, solo la sincera apertura al nuovo o al diverso, fa crollare pregiudizi e paure.

E’ solo un post per dirvi GRAZIE: porto dentro un pezzo di tutti voi!

Che il 2014 vi veda in prima fila per AGIRE.REAGIRE.DECIDERE! (cit. Campagna per il Rinnovo del Parlamento Europeo #EP2014)

#5 da ovest a est

Questione di ponti (e) di vista

I miei viaggi di questo mese sono proseguiti con altre due interessanti tappe: Portogallo e Ungheria.

La prima meta è stata Arcos de Valdevez, poi Ponte de Lima e infine Porto. Che dire? Le prime due località sono poco turistiche, ma incantevoli. Ogni volta che mi capita di viaggiare per lavoro e di raggiungere posti fuori dalle destinazioni convenzionali dei tour operator, mi convinco che il bello dei progetti europei è proprio questo: offrire a luoghi meno noti di aprirsi agli altri, di mostrare le proprie ricchezze e arricchirsi a loro volta dell’esperienza altrui.

Nel mio caso l’occasione mi è stata offerta dal progetto Bridge the gap, il cui partner portoghese è di Ponte de Lima. Direi che il titolo del progetto non poteva che essere più azzeccato.

ponti

In Ungheria invece sono andata per il meeting di un gruppo panaeuropeo di Europe Direct d’eccellenza, intento a creare delle linee guida di supporto ai centri di informazione di nuova generazione (a gennaio verrà pubblicata la lista dei nuovi centri ED che lavoreranno in tutta Europa per i prossimi 5 anni).

Il meeting è stato veramente produttivo e stimolante, purtroppo non ho potuto mettere in pratica le interessanti nozioni di questa guida su come fare le foto durante meeting e progetti europei, per cui condivido con voi una foto di Budapest, scattata nel mio breve giro per la città. E’ la vista di questa riva del Danubio che ha dato ispirazione, forza e stimolo al mio lavoro. Ritrae il monumento in memoria delle vittime degli eccidi nazisti nella capitale ungherese.

#budapest

Una foto pubblicata da @serenita_soy in data: 19 Nov 2012 alle ore 04:18 PST

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Comunicare l’Europa in tempo di crisi

Riunione nazionale Europe Direct Network – Roma 28-29 maggio 2012 – La comunicazione in tempi di crisi economica

Si è conclusa da poco la riunione nazionale dei centri che si occupano, a livello locale, di promuovere le politiche europee, un’attività che li ha visti in prima linea nell’azione di comunicazione dei grossi cambiamenti che questa Unione ha portato negli ultimi anni: l’avvento dell’Euro, l’allargamento ad est, l’inserimento di nuovi progetti di scambio o di nuovi finanziamenti, l’anniversario di importanti trasguardi di integrazione.

Ed ora?

Sono stati messi da parte i grandi slogan: Uniti nella diversità, Più forti insieme, Unifichiamo l’Europa nella pace e nella democrazia, e al loro posto si discute e si fanno prospettive sul futuro incerto e dall’orizzonte poco roseo: crisi finanziaria, eurobond, fiscal compact, sovranazionalismo, doppia maggioranza.

In questa riunione ho seguito l’intervento di Sergio Fabbrini, direttore della School of Government e professore di Scienza politica e Relazioni internazionali all’Università di Roma “LUISS Guido Carli”.

Ha esordito con un “Ci sono punti di domanda inquietanti sul futuro dell’UE“, che ha raggelato la platea, ma poi ha continuato fornendo un’analisi chiara e concisa dei passaggi critici che ha vissuto l’Unione in questi ultimi anni.

Purtroppo la crisi ha colpito l’Europa proprio mentre il trattato costituzionale prendeva forza, e la risposta non è stata quella di trovare una soluzione all’interno della carta in vigore, ma di aggiungere nuovi trattati.

Il Trattato di Lisbona ha infatti creato due regimi: uno sovranazione e uno intergovernativo. Quest’ultimo non sta funzionando e ha portato ad una risposta europea TOO LATE, TOO LITTLE.

Quali sono i nodi da sciogliere?

1. Diritto di veto che sempre più blocca decisioni che dovrebbero essere prese in tempi brevi, considerando infatti che i mercati e la crisi non aspettano le negoziazioni del Consiglio Europeo per mediare tra interessi nazionali diversi.

2. Mediazione tra alcuni Stati (quelli continentali) che credono che la soluzione sia l’Europa, e quindi il sovranazionalismo, perchè hanno visto come il nazionalismo sia capace di distruggere la democrazia, e altri (quelli insulari) che dalla storia passata hanno appreso che il nazionalismo può essere liberale, e non per forza autoritario, e quindi non vogliono perdere sovranità.

3. la mediazione del punto 2 permetterebbe di raggiungere quell’equilibrio istituzionale, espressione di una democrazia composita, fra istituzioni rappresentative dei paesi e quelle rappresentative dei cittadini.

Possibili futuri scenari?

Al netto delle incognite turbolenze economiche, fermo restando che il Fiscal compact non può funzionare, se non viene sovranazionalizzato, è necessario rafforzare la testa politica dell’UE:

  • attraverso la nomina popolare del Presidente della CE (solo che questo creerebbe squilibri tra paesi più e paesi meno rappresentati nel PE) o
  • attraverso un meccanismo di sovranazionalizzazione del Consiglio Europeo, ad esempio con l’elezione del Presidente da parte dei Parlamenti nazionali, in modo da dare uguale potere a tutti gli Stati, mantenendo comunque forte il ruolo della Commissione.

Evidentememente l’imperativo è: “uscire dagli schemi consolidati! Tirare fuori soluzioni creative!”, ma focalizzando bene l’obiettivo importante di garantire un equilibrio tra interesse degli Stati e interesse dei cittadini.

Non possiamo guardare al futuro con gli occhi del passato!