Casa è Distanti… eppure uniti!

Ho ormai superato i 30 giorni di quarantena e misure restrittive del covid19.

Mi sento abbastanza fiera di come i miei nervi stiano reggendo al cambio repentino della mia vita e di come stia allontanando con caparbietà il pensiero che “niente sarà come prima” sia inevitabilmente una constatazione negativa.

Ho cominciato disegnando il posterANDRÀ TUTTO BENE“.

L’ho appeso sotto la finestra e ogni giorno tra un flash mob, un applauso collettivo ed un inno d’Italia ho proseguito inserendo elementi pacchiani sul davanzale (girandole colorate, stelline dell’albero di natale, piante e fiori), immaginando che potessero far sorridere le persone sotto casa in coda per comprare il pane.

Ho ideato un piano bellico su come sopravvivere senza andare al supermercato.

Dopo essere stata una tra le poche fortunate a trovare posto nel servizio Esselunga a casa, bruciandomi l’occasione con una spesa inconsapevole di soli 40 euro, sono passata al servizio de L’Alveare che dice sì provando l’ebbrezza di comprare 3 kg di verdura a sorpresa e scoprendo che col porro si possono fare un sacco di cose!

Ho fatto video chiamate con mezzo mondo.

Quando l’emergenza coronavirus è passata dalla Cina all’Italia, in tanti, amici e colleghi conosciuti in occasione di viaggi e progetti europei, mi hanno scritto o chiamato per sapere come stavo (quasi come se l’Italia fosse stata vittima di un terremoto con epicentro ben localizzato nel cuore del paese o di una crisi economica nazionale da “PIZZA PAZZA”).

Ma a distanza solo di qualche giorno quando i contagi sono arrivati in Spagna, USA, Germania, Francia, Regno Unito, etc., e su instagram ai #iorestoacasa si sono uniti i vari #stayathome #quedateencasa #jerestechezmoi #ZostanWdomu #euficoemcasa sono stata io a ricontattarli tutti.

Perché conoscevo e avevo già elaborato quella iniziale frustrazione, mista a paura, al pensiero di avere fatto una cazzata ad andare alla manifestazione in piazza l’8 marzo prima di passare a salutare la nonna, o al concerto di quel cantante imperdibile solo il weekend scorso.

Quando realizzi che anche il tuo governo ha cambiato opinione a riguardo, quando dall’inneggiare all’immunità di gregge si è passati alla terapia intensiva, quando dall’aperitivo ai Navigli al test positivo è un attimo, tutto rapidamente cambia colore.

E mentre a Brussels in tavoli virtuali di lavoro si discute (e spesso si litiga) di cassa-integrazione europea, acquisto di materiale sanitario, liquidità alle PMI, ospedali di emergenza, vaccini ed Eurobond, c’è un’altra Europa fatta di cittadini che resta a casa e condivide comuni emozioni.

E quindi ringrazio la collaborazione con il progetto Home is che mi ha dato l’opportunità di contattare e coinvolgere molti di loro.

Dal loft a Bonn, o nella villetta in campagna a Ponte de Lima, nell’appartamento condiviso a Budapest, o dalla propria famiglia a Poznan, tornati dal viaggio di nozze alle Canarie o fuggiti da un Erasmus a Marsiglia, ognuno ha condiviso un unico messaggio, ognuno nella propria lingua, ognuno col suo carico di emozioni, perché siamo distanti eppure uniti, e siamo uniti seppur diversi.

Clicca sull’immagine per visualizzare il video

A Vilnius a maggio a lezione di diritti!

Sharing Europe cerca 4 operatori giovanili per il corso “UnderSTAND” dal 23 al 30 maggio 2020 a Vilnius , in Lituania, organizzato da VšĮ Inovacijų biuras. Il tema del corso è la diversità culturale come leva contro la radicalizzazione tra i giovani.

Gli obiettivi principali del corso sono:

  • aumentare la comprensione degli approcci educativi sui diritti umani principalmente in relazione alla diversità culturale per prevenire la radicalizzazione dei giovani nelle nostre comunità locali;
  • comprendere gli aspetti della partecipazione attiva dei giovani per sviluppare un metodo critico di pensare con elementi di educazione non formale all’interno delle nostre attività di lavoro giovanile;
  • approfondire il tema della diversità culturale a livello locale, regionale e internazionale e sviluppare metodi per motivare e impegnare attivamente i nostri giovani in progetti sui diritti umani per prevenire la radicalizzazione dei giovani;
  • sviluppare le conoscenze, le capacità e le attitudini necessarie a preparare, gestire e valutare un seminario sulla diversità culturale;
  • offrire l’opportunità di incontrare gruppi di partner e sviluppare idee concrete per progetti futuri.

Se siete interessati a presentare domanda per questo training, leggete attentamente l’INFOPACK informativo dove troverete informazioni complete su: profilo del partecipante, programma preliminare, dettagli dell’alloggio e specifiche finanziarie.

Se decidete di candidarvi, compilate l’apposito formulario entro il 1 aprile 2020. Se avete dubbi scrivete a info@sharingeurope.eu.

Limite di età per i partecipanti:  18+

Paesi partecipanti : Lituania, Lettonia, Repubblica Ceca, Croazia, Ungheria, Italia, Polonia, Romania, Slovacchia, Francia

Lingua di lavoro:  inglese.

Numero totale di partecipanti: 40

Spese di viaggio: coperte dal Programma Erasmus + entro il limite di 275 euro

Obblighi dopo la formazione: Ai partecipanti verrà chiesto insieme o individualmente (e se necessario supportati da Sharing Europe) di organizzare dei momenti di condivisione di ciò che si è appreso con la comunità attraverso:

  1. workshop con altri operatori giovanili,
  2. incontri coi giovani per mettere a frutto gli strumenti e le competenze sperimentate durante il corso.

Se vi interessa l’argomento dei training course leggete anche RACCONTARSI PER CONOSCERSITraining all’estero? Che magnifica esperienza!

 

Giusta motivazione e resilienza per superare la crisi

Sharing Europe ospiterà dal 9 al 13 settembre a Firenze l’ultimo evento formativo internazionale del progetto Surviving The Storm: Identifying & Linking Internal Capabilities with Business Continuity” (acronimo “SURVIVE”) al quale partecipano i seguenti 7 organismi: 

  1. GODESK S.R.L. (ITALIA)
  2. Sharing Europe (ITALIA) 
  3. EEO GROUP SA (GRECIA)
  4. Epralima Escola Profissional do Alto Lima, C.I.P.R.L. (PORTOGALLO)
  5. Bulgarian Management Association (BULGARIA)
  6. Euro-Idea Fundacja Społeczno-Kulturalna (POLONIA) 
  7. Fundación de Trabajadores de la Siderurgia Integral (SPAGNA)

Il progetto è finanziato nell’ambito del programma europeo Erasmus Plus KA2 Partenariati Strategici – Settore VET in quanto ritenuta un’iniziativa particolarmente innovativa e capace di generare buoni esempi da poter seguire per combattere la crisi dei mercati e la mancanza cronica di offerte di lavoro che in questo momento attanaglia l’UE. 

Il progetto è iniziato il 3 ottobre del 2017 e in questi 2 anni i partner hanno elaborato una ricerca sulle migliori buone prassi sviluppate nei vari paesi e  hanno realizzato e preso parte a 7 meeting di progetto e 6 visite di studio, giungendo a Firenze per il settimo appuntamento. 

Durante il meeting di Firenze i partecipanti verranno coinvolti in due momenti formativi. 

Presso il Murate Idea Park, martedì 10 settembre avrà luogo il workshop “Resilienza come risorsa: nel lavoro come nella vita privata” tenuto dalla Dott.ssa Luisa Baldeschi, di Vivaio per l’intraprendenza.

Presso l’IMPACT HUB di Rifredi, giovedì 12 settembre si terrà invece il  seminario dal titolo “Adults’ Motivation at Serious Play®” condotto dalla Dott.ssa  Daniela Chiru, Facilitatore certificato del Metodo LEGO® SERIOUS PLAY®. Questo workshop aiuterà ad allineare le esigenze con i comportamenti desiderati in modo da essere motivato a raggiungere i propri obiettivi. 

Inoltre verranno realizzate una serie di study visit presso i principali coworking e incubatori della città per conoscere dalla diretta voce di professionisti e imprenditori le esperienze imprenditoriali locali e le migliori pratiche di supporto alle PMI.

A partire dalle realtà imprenditoriali del coworking pubblico Murate Idea Park, dove verranno presentate le più rilevanti idee imprenditoriali vincitrici dell’ultima Call for ideas, i partner stranieri visiteranno lo Spazio Costanza,  l’innovativa esperienza del primo coworking con area baby.

Verranno poi accompagnati nello spazio Officina Creativa, il Vecchio Conventino che si trova appena fuori le mura del rione San Frediano, e che ospita da anni laboratori artigiani. Completeranno il tour presso Nana Bianca, incubatore certificato e acceleratore di start up innovative.

L’ultimo appuntamento sarà giovedì 12 settembre alle ore 18.30 presso la sala eventi del BUH! di Firenze dove si terrà l’incontro di networking tra i partner del progetto e gli hubber del coworking – una FUCK UP NIGHTedizione speciale SURVIVE in lingua inglese, per scoprire il potere di condividere i propri fallimenti e trovare il modo di superarli.  L’evento è aperto a chiunque voglia sentire o condividere storie di progetti falliti. Di impresa e di vita. Celebriamo insieme il fallimento e come sopravvivere.

Si ringraziano:

  • Comune di Firenze – Direzione Sviluppo Economico
  • Impact Hub Firenze – BUH! Circolo culturale urbano
  • Vivaio per l’intraprendenza
  • Nana Bianca
  • Spazio Co-stanza
  • Officina Creativa – Il Conventino Caffè Letterario
  • Murate Idea Park

Per maggiori info sul progetto: http://surviving.eu/survive/

Pagina facebook del progetto: https://www.facebook.com/SURVIVEproject/

Link all’evento su facebook: https://www.facebook.com/events/530354974439984/ 

Brochure del progetto in italiano.

Per maggiori informazioni sulle iniziative di Sharing Europe Firenze: 

http://www.sharingeurope.eu 

Scarica il Comunicato stampa 

 

Welcome to Stagecraft for youth workers

Ad accoglierci all’arrivo a Sluňákov – il Centro per attività ecologiche di Olomouc –  ci sono 4 facce sorridenti, un gatto ammazza-topi, una neonata mamma-munita e un grande cartello con le prime istruzioni.

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Stagecraft for youth workers è il corso di formazione Erasmus Plus per il quale ci troviamo in Repubblica Ceca dal 3 al 10 agosto e mai titolo fu più azzeccato! Perché -come nel suo significato più tecnico- ha un ricco programma che comprende tutti gli elementi tipici delle produzioni teatrali:

  1. La costruzione e il montaggio di scenari. E infatti creiamo location per quiz culturali all’aperto, allestiamo la sala per meeting di riflessione, vestiamo i panni del Disturbatore che sta sempre al cellulare e gestiamo le resistenze dell’Esperto che sa già come bisogna fare;
  2. La progettazione e l’approvvigionamento di strumenti di scena. E infatti  inventiamo pennarelli magici, disponiamo le sedie in mille modi diversi, usiamo palline per prendere parola e nomi di animali per lavorare in gruppo e familiarizziamo persino con un castoro e con Michael, il partecipante immaginario!

Il tutto miscelato di suoni, odori, colori e tante lingue e accenti diversi.

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E proprio come per le più grandi produzioni di Broadway, lo stagecraft di questo corso è gestito da 4 formidabili trainer  multidisciplinari che hanno saputo combinare elementi di comunicazione avanzata, facilitazione e public speaking unendo teatro, stand-up comedy, sociologia, musica e creatività… senza lasciare niente al caso.

L’Intercultural cookie festival (attività ricreativa da svolgere durante il coffee break) diventa un’attività di team building e creatività che spazia dal karaoke di gruppo sul testo di una canzone irlandese alla lectio magistralis sul termine SAUDADE.

La dinner card è inizialmente un supporto per ricordare il nome delle persone che siedono al tuo fianco durante il pranzo, poi diventa un segnaposto per sedersi al tavolo con sempre nuovi commensali e infine si trasforma nella bacheca personale di messaggi lasciati dai compagni di viaggio.

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E poi c’è lo humor. E la grande riflessione sul suo uso nell’educazione non formale coi ragazzi:

Humor is bad because…Humor is good because…

E 10 di noi ci provano a vedere se funziona. Se si riesce a far ridere un pubblico internazionale usando l’auto-ironia e trattando temi forti senza filtri.

  • Ci prova  Samen, single musulmana, di origine pakistana che vive nella Londra post-Brexit e che deve gestire, a qualsiasi riunione di famiglia, la solita zia pettegola e inopportuna che le domanda: “ma quando te lo trovi un fidanzato? Tu viaggi troppo!” – come se fosse l’esperta di coppia lei… che si è sposata a 13 anni?!
  • Si racconta Pedro, faccia da nerd buono che odia poche cose nella vita: 1. i limoni, 2. il cursore del mouse al centro dello schermo mentre guarda un film su netflix e 3. gli analfabeti digitali che gli sottopongono ogni giorno quesiti informatici banali che… basta andare su google per trovare la risposta!
  • Lo fa Emma descrivendo i pro e i contro della sua altezza… quando la scambiano per minorenne non accompagnata all’aeroporto e davanti al suo passaporto chiamano l’antiterrorismo!
  • Si mette in gioco Irene a raccontare quanto sia difficile il ruolo di chi – da insegnante di scuola elementare- ha il potere di distruggere la vita di innumerevoli bambini!

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E alla fine funziona!

Perché c’è un pubblico dall’altra parte che è pronto e aperto all’apprendimento. Che sta imparando come supportare chi si è messo in gioco scrivendo un monologo di Stand-up Comedy in un paio d’ore. Che si sta mettendo nei panni di chi non maneggia la lingua inglese per comprare un biglietto del treno, figuriamoci per stare su un palco. Che sta studiando come contribuire – da spettatore- alla buona riuscita della serata.

E lo fa prendendosi cura dell’allestimento del palco, rifornendo i camerini di bevande e snack, battendo le mani, rispondendo in coro alle sollecitazioni degli artisti, ma soprattutto…

…imparando a ridere ogni 6/10 secondi!

Leggi pure Training all’estero? Che magnifica esperienza!

 

 

Training all’estero? Che magnifica esperienza!

Tutte le volte che rientro da un’esperienza di formazione in Europa, amici e familiari hanno le stesse reazioni:

Beata te che fai tutte queste cose belle!

Ma a che ti serve? È obbligatorio?

Io non potrei mai, ma appena cresce lo faccio fare a mia figlia che è troppo timida!

Non è facile spiegare cosa sia un TRAINING COURSE, ma qui di seguito ho provato a riportarne una breve descrizione.

È un percorso formativo su varie tematiche legate all’educazione non formale della durata media di 5 giorni in una città d’Europa, non troppo turistica o comunque economica (il più delle volte devi andare a cercare su google maps dove si trova per capire in quale aeroporto arrivare!).  È aperto alla partecipazione di operatori giovanili che svolgono attività simili in organizzazioni di altri paesi.  Spesso i partecipanti vengono sistemati in strutture polivalenti che hanno al loro interno le aule formative, la mensa e gli alloggi. Le spese di viaggio, vitto e alloggio sono coperte dal programma Erasmus plus. Per partecipare basta candidarsi per tempo compilando una domanda di partecipazione che serve reciprocamente a capire se si è davvero interessati, motivati e disponibili a partire.

Tutto chiaro? Visto che non è una cosa tanto complicata?

Se mi fermassi qui però ometterei gli aspetti più importanti, perché  training course è:

  • convivere con persone che appena ti presenti pensi Milou? Rute? Ugochi? Vampek? Zoja? Non ce la farò mai a ricordare tutti questi nomi e a pronunciarli correttamente!
  • condividere spazi, tempo, emozioni, passioni, conoscenze… tutto concentrato in 5 giorni
  • contribuire con ciò che puoi offrire e ciò che ti senti di prendere
  • confrontarsi su punti di vista e impostazioni culturali diversi del tuo lavoro davanti a domande quali: “accompagneresti un giovane alla stazione di polizia?” o “durante uno youth exchange andresti nudo in una sauna  con minori?”

Ma è anche paura di non essere all’altezza o non essere capito; è stanchezza mentale di parlare un’altra lingua; è abituarsi a bere un caffè lungo a tutte le ore; è la frustrazione di accorgersi che a volte un racconto esilarante tradotto in inglese non fa più ridere; è un flusso di riflessioni che non fai in tempo ad appuntare che già arriva un’altra ondata; è uno spazio con gli altri ma anche uno spazio con te stesso; è una spinta dal basso che ti fa credere e sperare nella forza dell’unione contro tutte le ingiustizie della vita, le guerre, le violenze, le cattiverie; è un senso di appartenenza che va oltre le bandiere, il colore della pelle o l’orientamento religioso; è mettere in campo tutte le vulnerabilità che ti senti di svelare per provare a fare un passo verso la resilienza supportati da un ambiente protetto, aperto e accogliente.

Se siete arrivati a leggere fino a qui forse allora vi starete chiedendo Quando si parte?

Sul sito Youth Salto trovate un calendario completo e aggiornato delle opportunità in scadenza, ma se state già preparando la valigia, allora Sharing Europe propone a 4 partecipanti italiani il corso “You(th)r Culture” dal 2 al 9 novembre 2019 a Vilnius , in Lituania, organizzato da VšĮ Inovacijų biuras.

Gli obiettivi principali del corso sono:

  • aumentare la comprensione degli approcci educativi sui diritti umani principalmente in relazione alla diversità culturale per prevenire la radicalizzazione dei giovani nelle nostre comunità locali;
  • comprendere gli aspetti della partecipazione attiva dei giovani per sviluppare un metodo critico di pensare con elementi di educazione non formale all’interno delle nostre attività di lavoro giovanile;
  • approfondire il tema della diversità culturale a livello locale, regionale e internazionale e sviluppare metodi per motivare e impegnare attivamente i nostri giovani in progetti sui diritti umani per prevenire la radicalizzazione dei giovani;
  • sviluppare le conoscenze, le capacità e le attitudini necessarie a preparare, gestire e valutare un seminario sulla diversità culturale;
  • offrire l’opportunità di incontrare gruppi di partner e sviluppare idee concrete per progetti futuri.

Se siete interessati a presentare domanda per questo training, leggete attentamente l’INFOPACK informativo dove troverete informazioni complete sul profilo del partecipante e sulle specificità finanziarie. Se decidete di candidarvi, compilate l’apposito formulario entro il 6 settembre 2019. Se avete dubbi scrivete a info@sharingeurope.eu.

Limite di età per i partecipanti:  18+

Paesi partecipanti : Lituania, Lettonia,  Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Ungheria, Italia, Polonia, Romania, Slovacchia

Lingua di lavoro:  inglese.

Paesi partecipanti: Lituania, Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria, Lettonia, Croazia, Italia, Polonia, Romania e Bulgaria.

Numero totale di partecipanti: 40

Se vi interessa l’argomento dei training course leggete anche RACCONTARSI PER CONOSCERSI.

Tu in Europa: cinque anni per costruire l’Europa che vuoi!

Sono stati mesi molto intensi quelli che ci hanno portato al 26 maggio 2019.

Mentre a livello locale, nazionale ed europeo la campagna elettorale prendeva forma, a Firenze nei locali del Combo Social Club un gruppo eterogeneo di persone si interrogava sul modo più efficace di far arrivare ai cittadini la percezione di “ESSERE IN EUROPA“, di farne parte, di esserne in qualche modo beneficiari e responsabili. Tutto questo utilizzando il meraviglioso strumento del teatro, della musica, della danza e dell’arte.

C’è chi ci ha messo un gesto o una smorfia, chi ha fatto una piroetta di un minuto, chi ci ha regalato un rotolo di stoffa sulla quale qualcun altro ha danzato, chi ha incollato grandi lettere a formare la scritta “RA’L NAI ON HA F NOR EIT ER” [anagramma di L’ARIA NON HA FRONTIERE”].

Abbiamo discusso, ci siamo confrontati, abbiamo ragionato sull’idea di Europa, non quella di Brussels ma quella che viene percepita nelle piazze o per le vie delle nostre città, nei centri commerciali o tra i tavoli di un bar, perché era lì che volevamo arrivare.

Per mostrare che l’Europa è anche in Piazza della Sala a Pistoia o in Piazza Ingolstadt a Marina di Carrara, e decide molte cose che influenzano la vita di tutti noi – nel bene e nel male – e conoscerle è un bene, disinteressarsene è un male.

E poi piano piano hanno preso corpo: 5 temi, 5 incursioni urbane.

  1. MIGRAZIONI. Perché non possiamo restare indifferenti a cosa sta succedendo nel nostro Mediterraneo, ma neanche pensare che da singoli cittadini spetti a noi trovare la soluzione. Perché gli aspetti connessi al flusso di migranti via mare sono molteplici: gli sbarchi, i salvataggi, gli arresti, l’accoglienza… e le morti. Perché ci sono risvolti etici, politici, economici, sociali che vanno oltre i confini interni ed esterni dei paesi europei e il Parlamento Europeo, come luogo di scelte sovra-nazionali, può (e anzi, deve) andare oltre le incomprensioni fra i singoli paesi e dar voce ai cittadini.
  2. TUTTI IM-BALLO. Perché ogni giorno utilizziamo merci confezionate in packaging di plastica; confezioni, scatolette, vaschette, bottigliette, sacchetti… Perché è importante stimolare comportamenti individuali civili (con la raccolta
    differenziata, la pulizia delle spiagge, la riduzione dell’uso della plastica mono-uso), ma è anche fondamentale indurre le aziende produttrici a definire nuove modalità di packaging meno inquinanti, con l’utilizzo di materiali biodegradabili, confezionamenti più essenziali, etc. E questo è un livello di intervento “sistemico” che può avere successo solo se affrontato in ambito internazionale. Perché siamo comunque tutti in ballo.
  3. L’EUROPA È DI STRADA. Perché la maggior parte delle grandi realizzazioni infrastrutturali, benché non sempre percepita, ha un collegamento forte con la dimensione europea. Perché interventi come la TAV, la TAP o la tranvia impattano sull’ambiente, modificano i territori, incidono sullo sviluppo e sul futuro socio-economico del nostro territorio. E per questo è importante che le scelte siano il più possibile condivise, superando, laddove possibile il livello del semplice tornaconto dei singoli Stati. Il Parlamento Europeo ha una fortissima voce in capitolo nelle scelte infrastrutturali, e inoltre, per la sua caratteristica di luogo della rappresentanza democratica può articolare le proprie scelte in una dimensione realmente sovranazionale.
  4. CON LA RETE NON SI PESCA. Perché  la cittadinanza digitale sta entrando tra i diritti basilari di ogni individuo. Perché, attraverso la rete, riceviamo la maggior parte delle informazioni che ci servono per il lavoro e per lo svago e sempre di più la rete diventa il canale di gestione di servizi e di rapporti fra cittadini, aziende, pubblica amministrazione, sistema sanitario. Però la rete nasconde diversi aspetti problematici: la gestione dei “big data”, il rispetto della privacy, l’alfabetizzazione digitale, lo sviluppo fisico della rete che rischia di creare un notevole gap nelle aree rurali e nei centri isolati (zone montane, zone depresse, etc.) Oggi la rete è dominata da pochi colossali competitor: Amazon, Google, Apple, Facebook, ognuno dei quali agisce in un sostanziale regime di monopolio sul proprio settore di riferimento. Per questo motivo è particolarmente importante agire in una dimensione europea: solo un’entità di dimensioni continentali, infatti può avere la forza di dialogare con i colossi della rete ed imporre regole e pratiche che consentano uno sviluppo della rete armonico e aperto a tutti.
  5. L’ARIA NON HA FRONTIERE. Perché l’inquinamento atmosferico rappresenta fin dagli anni Settanta una delle principali preoccupazioni dell’Unione europea. Perché i tentativi di ridurre l’inquinamento hanno avuto un discreto successo e nel complesso la qualità dell’aria in Europa registra un miglioramento. Tuttavia, è necessario tenere sotto controllo la situazione e fare maggiori sforzi per prendersi cura dell’atmosfera. L’Unione Europea ha anche firmato una serie di importanti accordi internazionali per la lotta all’inquinamento atmosferico, che rendono possibile la collaborazione tra i vari paesi senza confini.

E questo video incornicia il tour per tutta la Toscana che abbiamo realizzato al grido di “TU IN EUROPA“. [clicca sulla foto per visualizzarlo]

https://it-it.facebook.com/fondazionesistematoscana/videos/476865656420927/

È stato bello, emozionante, faticoso.

Come tutte le volte che si scende in campo in prima linea, c’è stato il calore di un “bravi, è stato molto toccante” o di un “posso avere un volantino anche io?“, ma anche il silenzio o la distanza di una piazza più fredda e umida come la pioggia di questo maggio.

Ma la nostra missione non finisce qui.

Abbiamo cinque anni per impegnarci a costruire l’Europa che vogliamo.

Noi siamo pronti.

Si parte?

VIA!